La gnatologia è una branca specialistica dell’odontoiatria che studia il funzionamento e i disturbi dell’apparato stomatognatico, cioè l’insieme di denti, occlusione, articolazione temporo-mandibolare (ATM), muscoli masticatori e strutture neuromuscolari collegate.

In pratica, spiega che cos’è la gnatologia il fatto che valuti come 2 arcate dentarie, 2 ATM e decine di muscoli lavorano insieme durante masticazione, deglutizione e serramento.

Secondo il Ministero della Salute e i manuali MSD, i disordini temporo-mandibolari coinvolgono dolore, rumori articolari e limitazione dell’apertura orale, con una prevalenza stimata tra il 5% e il 12% della popolazione adulta.

Il bruxismo del sonno, invece, interessa circa il 13% degli adulti, mentre quello da veglia arriva fino al 22-30% in alcune revisioni (American Academy of Sleep Medicine; International consensus sul bruxismo).

Lo gnatologo si occupa soprattutto di malocclusioni, bruxismo, disordini temporo-mandibolari e dolore oro-facciale correlato alla funzione mandibolare.

I sintomi più comuni sono almeno 4: click o scrosci nell’ATM, dolore davanti all’orecchio, cefalea muscolo-tensiva e affaticamento dei muscoli masticatori. In molti pazienti compaiono anche 2 segni tipici: limitazione nell’apertura della bocca e usura dentale.

Il Merck Manual e il National Institute of Dental and Craniofacial Research indicano che i DTM sono più frequenti nelle donne tra 20 e 40 anni e che i sintomi possono variare da episodici a cronici per oltre 3 mesi.

La gnatologia non si limita ai denti: valuta infatti l’equilibrio tra occlusione, ATM e muscolatura, evitando diagnosi riduttive basate su 1 solo sintomo o 1 sola radiografia.

Per capire che cos’è la gnatologia bisogna considerare anche come si fa diagnosi. La visita gnatologica comprende in genere 3 fasi: anamnesi, esame clinico e analisi funzionale di mandibola e occlusione.

Lo specialista misura spesso apertura orale, deviazioni mandibolari, dolorabilità muscolare e presenza di rumori articolari; in caso di dubbio può richiedere 2 esami chiave, come risonanza magnetica per il disco articolare e TC cone beam per le componenti ossee.

Le terapie più usate includono bite o placche occlusali, fisioterapia mandibolare, educazione comportamentale e, solo in casi selezionati, ortodonzia o riabilitazione protesica.

Le linee internazionali raccomandano approcci conservativi e reversibili come prima scelta, perché molti DTM migliorano entro settimane o pochi mesi con gestione non invasiva (NIDCR; Merck Manual; Ministero della Salute).

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